Lettera aperta al Sig. Banca Europea Mario Draghi

Sig. presidente del consiglio NON eletto da nessuno, in quanto cittadino italiano mi dissocio completamente dalle sue azioni e parole. Lei, in qualità di NON eletto non può permettersi di parlare a nome del mio paese dichiarando pubblicamente e ufficialmente che l’Italia vuole l’Ucraina nell’unione europea, non può dichiarare di lavorare per la pace e contemporaneamente aumentare la spesa militare, non può inviare armi ad una nazione con la quale non ha politicamente nulla in comune, infischiandone della stragrande maggioranza del paese dichiaratamente contraria.
Lei NON rappresenta né me, né l’Italia e in quanto cittadino italiano la ripudio pubblicamente dal ruolo che immeritatamente ricopre.

Ferdinando De Fenza

Il mio libro

Facendo seguito al post precedente, è in preparazione il mio libro su questa intensa e bizzarra avventura siberiana. Restate sintonizzati

P.S. Il libro costituisce l’altra faccia del mio canale Youtube, Flyingsoul, appunto

Sono Russo

Quando sei immerso da tempo in una determinata realtà, perdi di vista la visione d’insieme e, tornando indietro all’inizio di questa avventura, non avrei mai immaginato di arrivare fin qui.
Dal 21 maggio sono ufficialmente cittadino della federazione russa.
Grazie ad alcune modifiche della legge sull’immigrazione, a partire da luglio 2020 è possibile ottenere la cittadinanza russa senza dover rinunciare alla propria.
Sono persino andato oltre le mie stesse premesse, cioè il permesso di soggiorno permanente, sto pensando di scrivere un libro su questa avventura, ma aspetto di arrivare ad un punto di svolta anche se non saprei bene a chi potrebbe interessare…

Come il femminismo prima e instagram poi hanno influenzato la mia intera esistenza.

Ulan-Ude

Nasco pochi anni dopo la rivoluzione del ’68, l’Italia non ha vissuto questo cambiamento così velocemente come gli stati uniti, è stato un processo più lento e graduale, ma inesorabile.
Ancora bambino mi trovavo a vivere in una società che stava lasciando un sistema tradizionale fondato sulla dualità uomo/donna verso un mondo dominato dal femminismo. Certo, l’Italia gira a velocità diverse per le differenze regionali, ma il cambiamento era solo una questione di tempo, in modo diverso il cancro del femminismo, quello della terza ondata, quello de “Il corpo è mio e ne faccio ciò che voglio” e tutte le porcate sui presunti privilegi del maschio (solo bianco, adulto ed eterosessuale però) venivano demonizzati, creando dapprima una confusione sui ruoli, poi un sbilanciamento a favore del sesso che un tempo veniva considerato gentile.
Ok, non ero proprio un ragazzino estroverso e socievole nel senso comune, ma le difficoltà nelle relazioni con l’altro sesso sono state un po’ la costanza di quasi tutta la mia esistenza. Ma il fatto di vivere questo cambiamento insieme a tutti gli altri mi ha impedito di comprendere veramente quale fosse il mio valore ed il mio ruolo nella società. Non ero l’unico ad aver problemi con l’altro sesso quindi, se da un lato non avevo modo di conoscere una realtà diversa, dall’altro mi convincevo che le cose non potessero esser diverse, che le donne avessero diritto a rivendicare privilegi che non meritavano e che la loro vita fosse molto più difficile di quella di un uomo. Puttanate. E l’avrei capito solo molti anni dopo.
Ma al momento quella era la mia realtà e la difficoltà a relazionarmi con l’altro sesso ha condizionato così pesantemente la mia esistenza che mi ha segnato per sempre, tanto da esser diventato un problema cronico.
Crescendo, informandomi e, soprattutto, viaggiando, mi resi finalmente conto che le cose non dovevano essere per forza così, che esistevano realtà diverse, in particolare quando cominciai a viaggiare nell’est europa. E parliamo del 1997.
Aprii per la prima volta gli occhi e mi resi conto in che razza di inganno avevo vissuto tutta la mia vita fino a quel momento. Di quanto i miei problemi con le donne non fossero un mio problema ma una problema sociale.
Laddove il femminismo non aveva attaccato, il rapporto uomo donna era molto più equilibrato, dove provarci con una ragazza non era considerato un reato, dove un uomo non era un potenziale stupratore/assassino/pedofilo a priori, dove una ragazza era ben felice di interagire con una persona di sesso opposto, dove il corteggiamento veniva apprezzato e non snobbato, se non addirittura condannato, dove ognuno e ognuna, poteva esprimere se stesso, rispettando quelli che sono naturalmente i ruoli dei due sessi.
Nel frattempo questa insofferenza verso quei valori occidentali che avevo sempre dato per scontato e, perfino sostenuto fino ad allora, esplose così forte da rifiutare e provare a combattere, con tutte le mie forze, lo status quo nel mio paese.
Il mio migliore amico un giorno mi disse: “Tu vivi qui e queste sono le regole. Devi giocare con queste regole”
Ancora oggi quelle parole mi riecheggiano nella mente.
Ci misi 5 anni.
Ma alla fine, più per disperazione che per reale progetto, decisi di lasciarmi alle spalle quel sistema di regole, iniziando la mia avventura in quello che all’epoca ritenevo il paese più interessante in cui provare a vivere. Come ben sapete, l’unico rimpianto che ho è di non essermene andato prima. Ma, ahimè, un altra apocalisse era alle porte.
Certo, ho avuto la fortuna di vivere, almeno nei primi anni, una vita completamente diversa, ho dovuto affrontare sfide totalmente nuove, anche molto difficili, come ho documentato più volte ma, per la prima volta nella mia vita, mi sentivo orgoglioso di essere Uomo, ho avuto la possibilità di sperimentare tutte quelle situazioni che l’occidente mi aveva sempre negato e di cui io stesso, per reazione, avevo evitato.
Ma non puoi fermare lo sviluppo tecnologico anche se, onestamente, è anche grazie ad esso che mi spostai qui, in Russia.
Quindi, l’invasione sempre più capillare della tecnologia, fece si che il pensiero unico, tracciato dal mondo occidentale, si facesse strada anche qui. Si, la dannata globalizzazione da cui stavo sfuggendo correva troppo veloce e, nonostante il femminismo non abbia mai realmente attecchito in Russia, Attraverso la tecnologia, ed in particolare instagram, si generò una situazione analoga anche qui, di fatto creando in pochi anni, quello squilibrio che con il femminismo nei paesi occidentali, impiegò decenni.
Al giorno d’oggi, ormai, non c’è più alcuna differenza nel mondo nel rapporto uomo/donna, persino in quei tanto tradizionalisti paesi musulmani, è solo una questione di sviluppo delle aree urbane.
Instagram ha vinto laddove il femminismo ha fallito.
L’unica differenza qui è, ancora e per fortuna, un’immagine dei due sessi ancora abbastanza distinguibile, ma le varie mode “comode” la stanno annullando.
Non ho più alcun posto dove andare, non mi resta che aspettare il momento in cui la tecnologia raggiungerà il punto di non ritorno, quella singolarità, quel sorpasso che l’intelligenza artificiale compierà nei confronti dell’umanità e sperare, sempre che sia ancora vivo per vederlo, che una società nuova e più equilibrata renderà la mia esistenza più appagante.

Globalizzazione e aggiornamenti vari

Dopo una lunga pausa italiana dovuta a diversi fattori tra cui documenti e cose irrisolte in madre patria, torno in Siberia ad inizio agosto, pieno di entusiasmo e con grandi progetti per il futuro.
Riesco anche a visitare i monti Altai per la prima volta, per un breve week end, nella regione di Chemal. Bel posto per carità, profumo di pino e aria fresca, paesaggi bellissimi, natura, purtroppo, non proprio incontaminata. Il concetto di ecologia fa ancora fatica a prender piede in questo sterminato paese. Posto turistico per eccellenza, regala comunque bei momenti e ne approfitto per fare il carico di medovuka, bevanda tipica del luogo a base di miele fermentato.

Ciò di cui volevo però parlare era, neanche a ripeterlo, la globalizzazione e di come questo processo inarrestabile stia appiattendo tutte le differenze culturali. La siberia, purtroppo, non ne è esente.
Diciamo che speravo in un processo un po’ più lento, ma aimhé, già solo nell’arco di questi quattro mesi e mezzo passati in Italia, questa città, Novosibirsk, nel caso ve lo siate dimenticati, è cambiata moltissimo. Ormai tutte le grandi città si assomigliano, indipendentemente dal loro isolamento geografico e questo, a causa della sempre maggiore connessione capillare ad internet e, di conseguenza la quantità e la velocità delle informazioni che viaggiano. Ritrovo una città quasi europea, sia in termini estetici, cioè di abbigliamento, che culturali. Quello che ancora manca, per fortuna mia, è l’inglese. Questo perché imparare una lingua richiede maggior impegno che non scorrere un’immagine su instagram.
Già, instagram in particolar modo, è ormai il social più usato al mondo, se non altro dalle nuove generazioni e l’immagine si sa, è più diretta delle parole ed è per questo motivo che l’appiattimento culturale ha subito una brutale accelerazione nell’ultimo anno, superando di fatto anche il social russo più diffuso, Vkontakte.

Tutta questa prefazione per dire che, proprio ora che sono sul punto di sistemarmi qui in Siberia, documenti, lavoro, contatti e, vi assicuro, è una vera e propria crociata con la burocrazia russa, insomma, una vita pressoché normale, mi ritrovo nuovamente a chiedermi se ne sia veramente valsa la pena e che senso abbia avuto sfuggire da qualcosa che corre più veloce di me. La cosa veramente triste è che ormai non esiste più nessun posto al mondo lontano dalla globalizzazione, neppure la Repubblica Democratica Popolare di Corea è riuscita a sfuggirvi. Quindi mi domando, dove diavolo possa ancora emigrare? e se non esiste più nessun posto dove emigrare, come riuscire ad adattarmi a ciò da cui sto sfuggendo?
Certo, vivere in siberia non sarà esattamente come vivere a New York o a Torino, ma c’è quella tendenza a vivere e a pensare in maniera univoca e questo non mi spaventa, semplicemente mi sconforta. Tornare in Italia resta comunque un opzione da escludere ancora e per molti anni. Staremo a vedere…

Per suoni e immagini, inscrivetevi al mio canale:
https://www.youtube.com/c/flyingsoulinsiberia

Chemal – Monti Altai, Siberia

 

Turismo cinese

Ma perché mai uno dovrebbe mangiare un frutto che sa di cipolla marcia??

Si chiama Durian, ed è una delle tante stranezze culinarie e non solo, scoperte nell’isola di Hainan, in Cina.
Approfittando di un’ offerta turistica, una mia amica mi invita a spendere una settimana in questa isola tropicale cinese: l’arcipelago di hainan, situato nell’estremo sud della cina a lato est del vietnam, possiede tutte le caratteristiche climatiche e naturali di un isola tropicale, con l’aggiunta della cultura cinese. Che fa la differenza.
Se trasferirmi in Russia è stato come cambiare mondo, atterrare in Cina è stato come entrare in un altro universo nonostante l’isola di hainan sia una meta turistica a pieno titolo. Solo che lo è per la stragrande maggioranza, cinese.
Germe del sino-comunismo ed enorme base militare della Cina moderna, quest’isola si è aperta al turismo solo recentemente, rendendola di fatto un enorme cantiere a cielo aperto e, nonostante questa regione sia le meno densamente popolata, non si può fare a meno di notare quanti diavolo siano questi cinesi!

Alloggiamo all’hotel Barry butique nella piccola cittadina di Dadunghai, situata nella vicina e più grande Sanya. Il turismo in questa zona è, a parte cinese, prettamente russo, tant’è che quasi ovunque le insegne sono in russo, oltre che al cinese ovviamente e, qua è là, in inglese. Il problema è che quasi nessuno conosce queste lingue, il che rende la comunicazione parecchio problematica.
L’ Hotel è un cinque stelle che, paragonato agli hotel occidentali, si attesta su un 3 e mezzo circa, fornito di piscina panoramica al sesto piano, inclusa reception, è situato al centro della piccola cittadina, tutto intorno negozi, ristoranti e bar di ogni tipo. Da segnalare, per chi fosse in astinenza di comunicazione verbale, i bar Dolphin e Young, gli unici in cui si trova personale cinese con un discreto inglese e che, per ovvi motivi, attira molti stranieri, infatti riesco anche a partecipare ad un Couchsurfing meeting organizzato all’ultimo momento, che mi dà la possibilità di entrare in contatto con due ragazze cinesi locali, una delle quali ex fidanzata di un pilota italiano e che mi porta a conoscenza del fatto che molti italiani bivaccano da quelle parti, notizia che apprendo con una certa sorpresa dal momento che, a giudicare dalle persone che vedo in giro, cinesi escluse, siano quasi tutte russe, tant’è che è assolutamente normale rivolgersi direttamente in russo ad un volto occidentale.

L’oceano, o meglio il mare della cina meridionale, non è un gran che sinceramente e la spiaggia tanto meno, ma come molti di voi ben sanno, non è una cosa che a me interessa gran che, sono solitamente più interessato all’aspetto culturale, cosa che per fortuna non manca assolutamente, essendo lo shock culturale, come detto in precedenza, enorme.
Settembre corrisponde all’apertura della stagione in questa località, situata a sud dell’isola stessa, il che significa un caldo e, soprattutto, un’ umidità insopportabile!
Ed è per questo motivo che qui tutti i cinesi, come i londinesi, portano sempre l’ombrello con se, perché utilizzato sia in caso di pioggia sia per evitare il sole. Infatti in Cina la pelle chiara è considerata e apprezzata molto più della pelle abbronzata, un po’ come lo era da noi fino ad un paio di secoli fa. Qui avere la pelle chiara e, soprattutto, riuscire a mantenerla tale, è considerato un sinonimo di bellezza il che fa si che sia del tutto normale spendere una giornata al mere completamente vestiti e con l’ombrello, non l’ombrellone da spiaggia, ma proprio l’ombrello individuale, usato anche in acqua.
In questa settimana, oltre a ammalarmi lievemente per l’alternanza tra il caldo impossibile all’aperto e l’aria condizionata all’interno, ho modo di visitare il complesso del tempio di Nanshan dove è situata la più grande statua femminile di Buddha al mondo, alta ben 108 metri, issata su un’isoletta artificiale a poche centinaia di metri della riva, in mezzo al mare, il parco del “cervo che guarda indietro” situato sulla più alta collina della zona e la via della nightlife di Sanya dove sono concentrati praticamente tutti i club della città, impossibile sbagliarsi.

Ma ciò che più di tutto mi ha piacevolmente impressionato è la succulenta e variegata cucina cinese. Ho scoperto una grande varietà di frutti e verdure di cui non conoscevo l’esistenza che generano un’infinità di varianti nella preparazione dei piatti stessi. Uno su tutti che mi è particolarmente piaciuto, il riso fritto all’ananas e mango, condito con l’immancabile salsa di soya e una svariata quantità di spezie.

In conclusione, non sono un amante dei posti turistici per cui non ho apprezzato più di tanto il lato turistico del posto, insopportabile il caldo ad inizio stagione, meglio novembre o dicembre. Tornerei qui? No e non mi sento nemmeno di consigliarla come meta, sebbene sia (ancora) parecchio economica. tornerei in Cina? Sicuro, anche domani, ma in un posto completamente diverso.

Per una telecronaca in in loco vi invito come sempre a seguirmi sul mio canale youtube https://www.youtube.com/c/flyingsoulinsiberia

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Come i cinesi si godono il mare

Sciando in costume da bagno

Torno dopo una lunga assenza, l’attività su youtube mi porta via la maggior parte del tempo e delle idee e, onestamente, lì ho qualche possibilità di guadagno, qui nessuna.

ad ogni modo,

Recentemente sono stato a Sheregesh, una piccola città siberiana a circa 7 ore di autobus a sud est di Novosibirsk, nella regione di Kemerovo. Qui sorge un impianto sciistico che da 5 anni a questa parte è diventato molto famoso in siberia e, pian piano in tutta la Russia e nel mondo, per un festival che da 5 anni si svolge qui, chiamato Grelka Fest: Si tratta della festa di chiusura della stagione che richiama migliaia di turisti da tutto il mondo, russi soprattutto. La particolarità, nella 48 ore di festa NON stop è l’evento principale che si svolge il sabato mattina, ossia la discesa in costume da bagno.
Tutto iniziò 6 anni fa, quando un gruppo di ragazzi, per via del caldo, decisero di sciare o surfare con lo snowboard, in costume da bagno, filmando il tutto (le ragazze soprattutto) e postandolo su youtube. Il video in poco tempo diventò virale e così fu deciso di istituire ufficialmente questa discesa in costume da bagno come evento annuale. Da allora ogni anno accorrono sempre più turisti, tanto che viene annualmente stabilito un record registrato nel guinnes dei primati. Quest’anno i partecipanti alla discesa sono stati quasi 1500, io compreso.
Il festival di per se è straordinario, l’atmosfera che si respira è di divertimento assoluto, di giorno sulla pista, al grelka bar, diventato il fulcro del party giornaliero e, la notte, al bunker club, a circa 2 km dall’impianto. Il tutto ha inizio il venerdì mattina e finisce sabato notte. Ormai viene stilato un vero e proprio programma con una serie di eventi che si svolgono durante tutto il periodo del festival, ivi compreso, un concorso di bellezza per eleggere Miss Sheregesh e poi concerti e esibizioni di vario genere su un palco allestito proprio vicino agli impianti di risalita, al termine della discesa.
Quanto a me, erano 15 anni che non sciavo, attività interrotta dopo un brutto incidente che causa la distorsione del crociato anteriore e 6 mesi di degenza compresi di fisioterapia. all’epoca giocavo seriamente a pallacanestro e non volevo rovinarmi “la carriera” con uno sport che per me era solo un hobbie. così smisi di sciare.
In ogni caso ho avuto anche la possibilità di provare lo snowboard per la prima volta nella mia vita, con istruttore. Bella esperienza, ma non me la sono sentita di fare la discesa in snowboard e filmare il tutto, così ho optato per i più conosciuti sci.
Personalmente sono davvero felice di aver partecipato, erano anni che non mi divertivo così. Da segnalare che i prezzi per gli hotel non sono affatto alti come ci si aspetterebbe anzi, sono al di sotto della media. Io ho alloggiato insieme a due amiche allo Jeti House a 50 metri dagli impianti di risalita, praticamente Dentro la festa! Un ottimo chalet in legno con tutti i confort di un hotel.

Consiglio a tutti gli amanti della montagna ma anche solo curiosi, di prenotare per il prossimo anno, merita davvero!
P.S. ovviamente sul mio canale potete trovare i video del festival.20170422_120633

Cambio di prospettiva, proviamo a monetizzare

Ci sono momenti nella vita in cui ci sembra che non ci sia via d’uscita, quando tutte le cose sembrano andar male. Ebbi una situazione del genere anche a kazan e ne parlai su questo blog. Mi sono trovato recentemente nella stessa situazione e sono arrivato quasi al punto di arrendermi, comprare il biglietto di ritorno e lasciarmi tutto alle spalle.

ma il caso ha voluto che incontrassi la persona che in qualche modo mi ha scosso dal mio torpore e mi ha dato la motivazione per restare, non potevo accettare un fallimento, tornare a casa significava semplicemente questo per me. Con questo ragazzo, youtuber afroamericano, abbiamo parlato a lungo di self business, di come fare soldi su se stessi e soprattutto per se stessi.

Il giorno prima avevo raggiunto il punto più basso, avevo già prenotato il volo di ritorno, poi mi sono costretto ad uscire sabato sera ed è stata una serata in un certo qual modo illuminante, domenica con un altro straniero abbiamo parlato di come si possa organizzare il proprio tempo e i propri guadagni diventando manager di se stessi, lunedì mi sono svegliato con uno spirito diverso, avevo chiuso un capitolo della mia vita e ne avrei aperto uno nuovo. Da questa situazione è scaturita la decisione di aprire un canale youtube per cercare monetizzare la mia esperienza di vita qui in Russia, in siberia ed in particolare, a Novosibirsk.

Vi invito tutti quindi a seguirmi sul mio canale Flyingsoul in Siberia

Ancora sulla cultura e sulla mentalità russa

Dopo quasi due anni passati in questo incredibile paese comincio a tirare le somme. Non posso ancora dire di conoscerlo a fondo, mi mancano ancora molte esperienze che non so se mai farò ma, di sicuro, ho imparato molto.

La società russa impone all’uomo un carico di responsabilità davvero elevato, non solo in termini legali (a prescindere che poi se ne faccia carico o meno), ma soprattutto in termini pratici. Il carico di responsabilità che grava sulle spalle di un uomo russo è davvero alto, ciò fa si che per esser considerato un “buon uomo”, ovvero di soddisfare tutte quelle aspettative che la società gli richiede, deve, nei fatti, esse un superuomo, di contro, se non le soddisfa, automaticamente è considerato come “cattivo” e non perché lo sia veramente, ma solo perché non è in grado o non vuole farsi carico di tutte quelle aspettative che la società gli impone.
Questo fa si che la donna, nell’immaginario culturale, è una essere da proteggere e da soddisfare nei suoi capricci di donna, appunto. Per questo motivo così tante ragazze russe sono single, sia perché non trovano un uomo che soddisfi tutte le loro aspettative sia perché quei pochi che le soddisfano spesso vogliono qualcosa di più di una stupida bambola capricciosa.
Non voglio dire che tutte le donne siano così, ma è la tendenza di questo paese che appunto spiega il motivo per cui così tante donne sono single. Inoltre il tipo di stress fisico e psichico a cui sono soggetti gli uomini, li porta spesso a morire prima o ad ammalarsi gravemente già in giovane età, ergo, ulteriore minore disponibilità di uomini.

Superato il mito dello straniero che non si conosceva per via delle difficoltà pratiche di relazionarsi con lui in tempi sovietici e durante lo sfacelo Elstiniano, oggi le donne russe sanno che gli stranieri, volendo, sono anche peggio degli autoctoni, non perché lo siano in senso assoluto, ma perché provengono da una cultura diversa che non impone all’uomo delle aspettative così alte (sebbene lo castri sotto altri punti di vista, ma questa è un’ altra storia).
Esiste proprio un immaginario romantico dell’ uomo nella cultura russa, sono perdonate alcune sue caratteristiche dell’essere uomo (cosa che non avviene da noi, con la progressiva femminizzazione) ma al contempo lo vuole forte sempre e comunque, un uomo in grado, non solo di sopperire a tutte le necessità della famiglia e della moglie capricciosa, ma anche di essere estremamente romantico e conciliante.

Per  mia esperienza quindi, l’uomo medio russo è migliore dell’uomo medio occidentale, sebbene ogni persona sia diversa dall’altra, il loro ruolo e il loro comportamento all’interno della società li rende decisamente migliori dei femminini occidentali, castrati dalla mentalità femminista. Se poi prendiamo in esame la nuova generazione russa degli under trenta, sono persino migliori, perché sotto Putin e la risalita della Russia come paese forte e orgoglioso, si prendono cura di se stessi e, alla faccia degli stereotipi, sono anche dei bei ragazzi che non hanno proprio nulla da invidiare ai nostri mocciosetti in calzamaglie e “all stars”.

Ma perché diavolo uno dovrebbe mai decidere di vivere in siberia??

Tornato in italia dopo l’avventura tatara in quel di Kazan, mi rendo conto che il mio paese è peggiorato ulteriormente e che proprio non riesco più a viverci. Quindi torniamo al punto di partenza.
Che fare? Dove andare? Ho tre prerogative che mi fanno scegliere la meta: Fuori dalla NATO, gelo e Lontano dalla piaga sociale del femminismo e, soprattutto, delle sue conseguenze.
Non avevo una gran scelta: Bielorussia, Russia e Mongolia. Ovviamente la scelta è ricaduta nuovamente sulla grande patria. Ci tengo però a precisare che è una conseguenza, non una causa. Tornare in Russia non era nei miei piani, ma davvero non sapevo dove andare e, senza avere soldi a disposizione per esplorare altri paesi, ho deciso di riprovarci, per l’ultima volta.

Dunque perché la Siberia? Come nel mio precedente articolo sulla siberia appunto, tra tutti i posti in Russia da me visitati durante la mia esperienza a Kazan, la siberia è stata la regione che più di ogni altra mi ha dato vibrazioni positive. Così, per un paio di mesi, provo in tutti i modi a trovare un’organizzazione qualsiasi che mi invitasse in modo da ottenere un visto lavorativo, Ma più passava il tempo, più sentivo che stessi solo perdendo tempo, così, per la seconda volta, mi gioco la carta dello studente. Con l’aiuto di un contatto in loco trovo il corso di russo più economico e mi iscrivo, ricevo l’invito, parto, in ritardo già per il corso e, scoprirò più tardi, anche per tutto il resto.

Arrivo in una ormai già fredda Novosibirsk, accolto dal mio contatto in loco già all’aeroporto. Una cosa che più di ogni altra cosa mi è piaciuta della siberia, che è poi il motivo principale che mi fa scegliere un luogo, è la disponibilità delle persone. I russi in generale sono persone molto disponibili, ma i siberiani lo sono ancora di più! Ed inoltre sono anche molto più socievoli che in ogni altra regione da me visitata.

Ma poi, come tutte le favole, arrivano le note dolenti. Ora, a distanza di un mese, faccio il primo punto della situazione. Quanto al lavoro, c’è. Opportunità in effetti qui non mancano, il punto è che gli stipendi sono ridicoli ed il costo della vita è quasi paragonabile alla capitale! Con in più un indice di sviluppo nettamente inferiore ad essa, quindi servizi peggiori e inquinamento esagerato, in assoluto la città più inquinata in cui abbia mai vissuto…e vengo da Torino, che non prende lezioni da nessuno quanto ad inquinamento.

Se un adulto decide di trasferirsi volontariamente in un altro paese, quando cerca lavoro, deve offrire PIU’ di una persona del posto, per giustificare all’azienda, che decide di assumerti, il costo della stessa e la documentazione relativa. Questo significa che cercano solo persone già formate e da utilizzare subito per fatturare. Per cui alla fine, il lavoro al momento più abbordabile per me, resta l’insegnante di Italiano.
Scuole di lingue ce ne sono molte ma, ovviamente, i corsi iniziano a settembre, per cui, molti corsi sono già stati assegnati. Per fortuna, presentarsi direttamente alle scuole aiuta, queste, sapendo che c’è un madrelingua disposto ad insegnare, si prodigano per cercare studenti e formare nuovi gruppi. Al momento ho iniziato a lavorare, col tempo spero di aumentare le ore.

Ed ora torniamo al Femminismo, Se questo ha le sue nefaste conseguenze nei paesi occidentali, la sua assenza, in un economia turbo capitalistica, ne ha altre. Questo, si traduce in pretese esagerate da parte delle potenziali compagne, che si aspettano tutte di esser trattate come regine, senza dare nulla in cambio, almeno all’inizio della relazione. Questo fa si che il gioco finisce, a conti fatti, per esser persino peggiore di quello nei paesi occidentali. Non si aspettano semplicemente l’uomo romantico, ma l’uomo che paghi sempre per loro (e fin qui ci può anche stare) ma che in più le ricopra di attenzioni e di regali. insomma, un dispendio di energie e denaro senza eguali da nessuna parte. Con inoltre l’incognita dell’ interesse sincero, perché non è che rispondano in base a questi criteri, sono estremamente capricciose e quasi sempre bucano gli appuntamenti con scuse ridicole.
Pensavo sbagliassi qualcosa io, ma, entrato in contatto con stranieri residenti qui da tempo, mi hanno confermato, e dimostrato, tutto questo.
Quest’ultimo paragrafo è per tutti quei maschietti alla canna del gas che si recano in posti remoti inseguendo una chimera. Se decidete di venire in Siberia, NON fatelo per le donne. Certo, le eccezioni si trovano sempre, ma le eccezioni sono ovunque, vale davvero la pena venire fin qui? pensateci…

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Succede ancora…(traduzione: io amo l’unione sovietica)